Avete presente quegli stupidissimi gabbiani del film “Alla ricerca di Nemo?”.
Saltellano come polli e vanno in giro ripetendo: “mio!” all’ indirizzo di qualunque cosa abbia l’aria di essere cibo…….
Pensavo ad alcuni ‘pseudo’ coristi che, in questi ultimi cinque anni ho avuto il dispiacere di incontrare ma ciò si potrebbe dire anche di qualche ‘amico’, i quali sembrano dei bipedi che si comportano più o meno allo stesso modo, con la differenza che l’unica cosa che sanno dire è: “Io, io, io!” cantando con un solo ed unico petulante ripetitivo suono.
Questi esseri, innamorati oltre misura solo ed unicamente di loro stessi, mettono al centro dell’universo mondo solo le loro esigenze e se ne fregano Read the rest of this entry »

Si guardarono in silenzio per un bel po’, poi la bestiola si tolse la pipa di bocca e la interrogò con voce languida e assonnata. “Chi sei?”. Non era certamente un modo incoraggiante di iniziare una conversazione e Alice rispose timidamente: “Io…io non sono sicura di saperlo, in questo momento, signore; cioè…stamattina sapevo chi ero, ma da allora sono cambiata parecchie volte”.
E’ facile dar partita vinta di fronte alla vita quando c’è andata male qualche volta; la delusione che proviamo è così grande, così forte che sembra davvero inutile anche solo provarci ed il genere umano, lo scopriamo malvagio, infimo, avverso ed oscuro.
Albert Camus diceva che non essere amati è una piccola disgrazia ma, la più grande disgrazia è non amare.
Lo so che di solito non abbracci,
“Quante vite viviamo…e, quante volte si muore? Si dice che nel preciso istante della morte tutti perdiamo 21 grammi di peso; ma quanto c’è in 21 grammi?, quanto va’ perduto?, quando li perdiamo quei 21 grammi?, quanto se ne va’ con loro? e quanto si guadagna?
L’origine della festa dell’8 Marzo risale al 1908, quando un gruppo di operaie di una industria tessile di New York scioperò come forma di protesta contro le terribili condizioni in cui si trovavano a lavorare. Lo sciopero proseguì per diverse giornate ma fu’ proprio l’8 Marzo che la proprietà dell’azienda bloccò le uscite della fabbrica, impedendo alle operaie di uscire dalla stessa. Un incendio ferì mortalmente 129 operaie, tra cui anche delle italiane, donne che cercavano semplicemente di migliorare la propria qualità del lavoro. Tra di loro vi erano molte immigrate, tra cui anche
A volte mi interrogo sulla mia vita: “io conduco una vita modesta, con dei valori ma modesta e qualche volta mi chiedo, vivo così perchè mi piace o perchè non ho avuto abbastanza coraggio!?”.
Capita di non sapere quale sia il nostro posto, il nostro scopo, il nostro essere.
Probabilmente dovremmo disimparare a vivere, per accorgerci che non stiamo vivendo tutto anzi, che non stiamo vivendo affatto.