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Chi non conosce gli Abba; mitico gruppo anni ’70. Anche a chi non ne ha vissuto l’epoca certamente non può essergli sfuggito il nome del gruppo, visto che domina alfabeticamente come prima etichetta sugli scaffali e negli espositori di qualsiasi negozio di dischi.
Eppure il nome non significa nulla di strano, semplicemente rappresenta le iniziali dei nomi di battesimo dei componenti stessi, (Agnetha Fältskog, Björn Ulvæus, Benny Andersson, Anni-Frid Lyngstad).
Anche se in Italia gli Abba non hanno avuto più di 5 singoli presenti nelle hit parade di vendita durante la loro decennale carriera, la loro notorietà è in seguito cresciuta grazie alle numerose raccolte pubblicate negli ultimi anni, tra cui la più venduta “Abba Gold” che è rimasto per diverse settimane nella Top Ten degli album più venduti.

In campo internazionale, molti celebri artisti hanno ripreso i loro brani, facendo si che anche le ultime generazioni conoscessero la musica delgli Abba.
A conferma è senz’altro sorprendente che un gruppo come gli U2, abbia dedicato un particolare tributo agli Abba;  dove Bono ha introdotto nei propri concerti un brano degli Abba, affermando che nessuno tra quelli che ha vissuto la musica degli anni 70 può non avere un pezzo degli Abba nel proprio cuore e dichiarando successivamente che il quartetto scandinavo ha scritto la migliore musica pop di sempre.
Un’ulteriore dimostrazione di popolarità degli Abba è data dal grande successo teatrale che da quasi dieci anni sta avendo a Londra il musical ‘Mamma Mia’, basato interamente sui pezzi resi celebri dal gruppo svedese.
Dal punto di vista musicale, gli Abba danno molta importanza, con un’essenzialità e un rigore tutto nordico, alla perfezione, alla cura e alla pulizia del suono che viene dalla grande professionalità, dall’attenzione alla qualità delle registrazioni e dalle conoscenze delle tecniche da studio d’incisione di Björn e Benny, che si considerano prima produttori, poi songwriters, e in un secondo tempo musicisti e interpreti. Gli Abba preferiscono concentrarsi su un maniacale lavoro in studio piuttosto che sulle performance dal vivo, che infatti saranno piuttosto rare e non molto amate dal gruppo, data l’impossibilità di ottenere in concerto il sound pulito e le armonie vocali perfette che hanno sempre caratterizzato le loro incisioni su disco.
L’immagine commerciale li rende immediatamente riconoscibili, look rassicurante, familiare, tranquillo, che fa un po’ a pugni con la tendenza dominante dell’epoca, il rock inglese degli anni 70, le trasgressioni, il glam-rock, i Rolling Stones, David Bowie, Rod Stewart, per non parlare del punk. Risalta quindi l’immagine del complesso per bravi ragazzi, per le famiglie, che fa passare in secondo piano la grandezza della musica: semplice e immediata come tutto ciò che poi diventa “classico”, Per uscire dai confini scandinavi, per potersi proporre come gruppo internazionale arrivando dalla lontana Svezia, gli Abba hanno bisogno di una grande opportunità, di un grande lancio per poter emergere nel panorama pop dove se non sei inglese o americano non vieni considerato: per il gruppo questa opportunità viene dal Gran Premio Internazionale dell’Eurovisione (o come viene chiamato in Italia, l’Eurofestival). Bocciati nel 1973 dai giudici della pre-selezione nazionale con “Ring Ring” nonostante la schiacciante maggioranza dei voti della giuria popolare, nel 1974 gli Abba riescono finalmente a vincere l’edizione del festival che si tiene a Brighton con “Waterloo”, presentandosi in costumi di ispirazione napoleonica, davanti ad altre celebrità quali Olivia Newton-John e Gigliola Cinquetti.
Nel 1975 il grande successo internazionale di “S.O.S.”, un vero classico della musica pop anni 70, segna la definitiva consacrazione del gruppo, spazzando via i sospetti che gli Abba fossero il classico exploit una tantum da festival. Negli anni successivi una serie impressionante di hit fa del gruppo svedese un vero fagocitatore di record di vendita, soprattutto nel più grande mercato europeo, la Gran Bretagna, dove piazzano qualcosa come 8 singoli consecutivi al n°1 delle classifiche dei 45 giri. Alcuni titoli: ” Mamma Mia”, “Fernando”, “Dancing Queen” (il loro primo n°1 negli USA), “Money Money Money”, “Knowing Me Knowing You”, “Take A Chance On Me”, “The Name Of The Game”, “Gimme! Gimme! Gimme!”, “Voulez-Vous”, “Does Your Mother Know”, “I Have A Dream”.
Improvvisamente, nel 1978, qualcosa comincia a scricchiolare. I lunghi tour in giro per il mondo, la stanchezza, lo stressante lavoro di studio, l’appagamento, la seconda gravidanza di Agnetha sempre più stanca della vita da globetrotter e in colpa per aver trascurato la famiglia, una grossa crisi con Björn che porterà al divorzio: le cose sembrano non andare più come prima per i nostri.
Tra il loro penultimo album “Super Trouper” del 1978 – che contiene il loro ultimo grande hit “The Winner Takes It All” dedicato alla crisi tra Agnetha e Björn e contraddistinto da un video piuttosto malinconico con la nostra bionda in primo piano, nonché “Lay All Your Hands On Me” che non esce su singolo ma che all’epoca batterà tutti i record di vendita per un 12″ – e l’ultimo “The Visitors” del 1979 (commercialmente ma non musicalmente il meno riuscito della loro discografia) si consuma anche il divorzio tra Frida e Benny.
La collaborazione professionale continua per un altro paio di singoli, ma il feeling che lega i quattro viene inevitabilmente meno, e dopo l’uscita della raccolta “The Singles”, semplicemente gli Abba non si ritroveranno più insieme per fare progetti, lavorare, incidere canzoni. Nel corso degli anni, si sono diffuse periodicamente voci di una loro possibile riunione, tutte risultate infondate.
Björn e Benny hanno continuato a scrivere insieme. Nel 1983 hanno composto il musical “Chess” da cui è stato tratto il grosso successo “One Night in Bangkok” cantato da Murray Head. Ultimamente hanno collaborato alla realizzazione del musical Mamma Mia.
Frida ha inciso alcuni album da cui sono stati estratti un paio di singoli di grande successo: “I Know There’s Something Going On” prodotto da Phil Collins e “Shine”. Negli ultimi anni ha tragicamente perso il nuovo marito e uno dei suoi figli, mentre professionalmente continua a riscuotere molto successo cantando in svedese. Ora vive in Svizzera; invece Agnetha dopo aver inciso un paio di album si è ritirata completamente dallo show-business. (fonti trattate: Stefano Vigorelli)

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