MI RINCHIUDERANNO IN GATTABUIA?
Il 24 Maggio, il Senato ha approvato il cosiddetto pacchetto sicurezza (d.d.l. 733) contenente tra gli altri un emendamento del senatore Gianpiero D’Alia (UDC) identificato dall’articolo 50bis che recita –testuali parole- ‘Repressione di attività di apologia o istigazione a delinquere compiuta a mezzo internet’.
La prossima settimana il testo approderà alla Camera diventando l’articolo nr. 60.
-Ma il senatore Gianpiero D’Alia (UDC) fa parte dell’opposizione o della maggioranza?- Da qui si può dedurre quanto gli interessi della ‘casta’ siano trasversali.
In pratica in base a questo emendamento se un qualunque cittadino dovesse esprimere o invitare attraverso un blog a disobbedire (o a criticare?) una legge che ritiene ingiusta, i providers dovranno immediatamente bloccare il blog.
Questo provvedimento può far oscurare un sito ovunque esso si trovi, anche se all’estero; il Ministro dell’Interno, in seguito a comunicazione dell’autorità giudiziaria, può infatti disporre con proprio decreto l’interruzione della attività del blogger, ordinando ai fornitori di connettività alla rete internet di utilizzare gli appositi strumenti di filtraggio necessari a tal fine.
Tale attività di filtraggio (leggi, scollegamento della connettività) dovrebbe avvenire entro il termine di 24 ore dalla segnalazione; la violazione di tale obbligo da parte dei fornitori di servizio (providers) comporta una sanzione amministrativa pecuniaria che va da euro 50.000 a euro 250.000.
Per il blogger invece, è previsto il carcere da 1 a 5 anni per ‘istigazione a delinquere e per l’apologia
di reato oltre ad una pena ulteriore da 6 mesi a 5 anni per l’istigazione alla disobbedienza delle leggi di ordine pubblico o all’odio fra le classi sociali’.
Se questa legge entrasse in vigore verrebbero immediatamente ripuliti i motori di ricerca da tutti i link scomodi per la casta!; e verrebbero così oscurati Facebook, Youtube e tutti i blog che al momento rappresentano in Italia un’informazione scomoda, non condizionata e/o censurata.
Vi ricordo che il nostro è l’unico Paese al mondo dove una media company ha citato YouTube per danni chiedendo 500 milioni euro di risarcimento; il nome di questa media company, guarda caso, è Mediaset.
Quindi il Governo (delle libertà!!!!), casualmente, interviene per l’ennesima volta, in una materia che vede coinvolta un’impresa del Presidente del Consiglio.
Dopo la proposta di legge Cassinelli e l’istituzione di una commissione contro la pirateria digitale e multimediale che tra poco meno di 60 giorni dovrà presentare al Parlamento un testo di legge su questa materia, questo emendamento al “pacchetto sicurezza” di fatto rende esplicito il progetto del Governo di normalizzare ciò che non si riesce a dominare, con una legge di repressione ad internet e a tutto il sistema ad esso correlato.
Mentre negli USA Obama ha vinto le elezioni grazie anche ad internet e alla libertà di opinione, il governo in Italia che fa?………..”dove non c’è libera informazione e diritto di critica il concetto di democrazia diventa un problema dialettico”…………Si fa per dire!
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