FORMAZIONE PERMANENTE: STRATEGIA INESISTENTE!
Nel corso della vita e quindi della storia vi sono sempre stati coloro che hanno costruito e quelli che, al contrario hanno distrutto: i primi solitamente lasciano un grandissimo patrimonio sia culturale che materiale, i secondi invece, lasciano solo rovine e il loro brutto ricordo.
Dico ciò perché – come molti sanno, di professione sono musicista ma in Italia di musica non si campa o comunque è molto difficile quindi, pur continuando a far musica, anni fa ho scelto di rendermi stabile economicamente occupandomi di formazione in un ente pubblico – in questi ultimi mesi, sto vivendo lo smantellamento (non ufficialmente dichiarato) di questa che dovrebbe essere uno dei settori strategici all’interno di un azienda.
Negli ultimi anni la formazione è divenuta punto forza e di primaria importanza nei programmi di sviluppo strategico aziendale, di aggiornamento e rivalutazione delle risorse umane; accade così nelle imprese dirette da persone lungimiranti e attente, non accade così nella mia azienda che demolisce un settore avviato, funzionante ricco di risorse umane e tecnologiche nonché di spazi ridefiniti e modificati per l’esigenze, negli anni. – è la strategia di chi strategia non ha .
Ecco quel che accade in un azienda diretta da uomini di nomina politica: smantellano ciò che funziona, inseriscono dirigenti e collaboratori fedeli ma incapaci, hanno progetti obiettivi che raggiungono altri al loro posto e per i quali ricevono incentivi economici; non sanno che vuol dire mantenere corretti rapporti umani, non hanno alcun sogno e nessun vero progetto da realizzare.
Forse queste persone dovrebbero imparare da noi che nell’azienda statale ci lavoriamo come fosse casa nostra e tutto quel che facciamo è indubbiamente un’ oggettivazione di noi stessi; vi trapiantiamo quel che di meglio abbiamo e soprattutto ciò che vogliamo sopravviva.
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