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	<title>Commenti a: ESSERE MATURI È UNA GRANDE SFIDA….</title>
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		<title>Di: PAOLO</title>
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		<dc:creator>PAOLO</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Jul 2009 07:33:07 +0000</pubDate>
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		<description>Non sempre accade che tu debba postare un commento in risposta ad un tuo articolo precedente; ed è singolare e simpatico rispondere sapendo chi si cela dietro la firma ‘grilloparlante’.
Comunque sia, commenterò con molta franchezza indipendentemente:
“…Caro ‘grilloparlante’, come non darti ragione quando dici bisogna guardare avanti; con alcuni amici ed in casi simili ho sempre usato la metafora &#039;dello specchietto retrovisore&#039;, (cioè di colui che guida l’auto guardandolo continuamente, prima o poi finisce per tamponare l’auto che gli sta davanti); ma quando capita a te, credimi, ....è tutt’altra storia!
Non mi sembra il caso di ripercorrere in questo spazio una vicenda troppo personale, e per salvaguardare le persone coinvolte e per distogliere il pensiero. 
Però, permettimi di prendere a prestito alcuni passi di un bellissimo libro che sto leggendo: “…Quando uno cade e sbatte il muso per terra, sente dolore; e non solo. Ma se riesce a vedere tra le lacrime che gli appannano gli occhi, si accorge di non aver mai visto la terra così da vicino. E si accorge di un mondo sino allora sconosciuto. E quando ti ritrovi in un mondo sconosciuto fai fatica a riconoscerti(lo), impreparato come sei ad affrontarlo. Nell’inanità della tua caduta puoi rifugiarti nel pensiero che non valga la pena rialzarsi, almeno non subito…………”  rif. ‘Chiederò conto a Dio’ di Renato Corrado</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Non sempre accade che tu debba postare un commento in risposta ad un tuo articolo precedente; ed è singolare e simpatico rispondere sapendo chi si cela dietro la firma ‘grilloparlante’.<br />
Comunque sia, commenterò con molta franchezza indipendentemente:<br />
“…Caro ‘grilloparlante’, come non darti ragione quando dici bisogna guardare avanti; con alcuni amici ed in casi simili ho sempre usato la metafora &#8216;dello specchietto retrovisore&#8217;, (cioè di colui che guida l’auto guardandolo continuamente, prima o poi finisce per tamponare l’auto che gli sta davanti); ma quando capita a te, credimi, &#8230;.è tutt’altra storia!<br />
Non mi sembra il caso di ripercorrere in questo spazio una vicenda troppo personale, e per salvaguardare le persone coinvolte e per distogliere il pensiero.<br />
Però, permettimi di prendere a prestito alcuni passi di un bellissimo libro che sto leggendo: “…Quando uno cade e sbatte il muso per terra, sente dolore; e non solo. Ma se riesce a vedere tra le lacrime che gli appannano gli occhi, si accorge di non aver mai visto la terra così da vicino. E si accorge di un mondo sino allora sconosciuto. E quando ti ritrovi in un mondo sconosciuto fai fatica a riconoscerti(lo), impreparato come sei ad affrontarlo. Nell’inanità della tua caduta puoi rifugiarti nel pensiero che non valga la pena rialzarsi, almeno non subito…………”  rif. ‘Chiederò conto a Dio’ di Renato Corrado</p>
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