ESSERE MATURI È UNA GRANDE SFIDA….
…credo che una delle cose più difficili sia dare la giusta definizione di maturità.
Di fronte a certi atteggiamenti e comportamenti sorge, inevitabilmente, la domanda “Quando una persona la si può considerare matura?” Io credo che essere maturi significhi tanto:
saper farsi carico delle proprie responsabilità, di qualunque natura esse siano e in qualunque circostanza, affrontare la vita “stando presenti” e vivendo pienamente con la testa sulle spalle, dando il giusto peso e significato agli eventi. Troppo? O troppo difficile?A volte alcune persone possono sembrare mature e poi scopri, frequentandole, che non lo sono o lo sono solo in parte, perché si fanno dominare dalle loro fragilità, oppure perché fanno fatica ad affrontare la vita serenamente, senza riuscire a porsi di fronte alle difficoltà di tutti i giorni con quel pizzico di spirito positivo che ti permette di andare avanti. Proprio queste difficoltà ci portano spesso a “riempirci la bocca di buoni propositi”, che non riusciamo alle volte a mantenere e concretizzare, perché sono solo una corazza che indossiamo per difendere le nostre paure e i nostri limiti. Ma essere maturi significa anche non continuare a guardare indietro con quello sguardo carico di nostalgia per il tempo passato, rimpiangendo e rimanendo imbrigliati a momenti vissuti – da cui non ci distanziamo – arrabbiandoci per quella parola non detta o quel gesto non fatto: siamo persone, ricche di umanità, con tutti i pro e i contro che questa caratteristica comporta: diamo a noi stessi una seconda opportunità e, prima di aspettare il perdono degli altri forse è utile imparare a perdonarsi e perdonare l’altro.
“C’è un tempo per ogni cosa”: adesso è giunto il momento di dire BASTA a quanto abbiamo passato, è tempo di voltare la pagina del grande libro della nostra vita, sicuri che dopo il punto si ricomincia a scrivere una parola con la lettera maiuscola: APPREZZA quello che hai intorno, IMMERGITI nelle nuove occasioni che si presentano, ACCOGLI fraternamente le persone che collaborano con te, PERDONAle se sbagliano… e non smettere mai di VIVERE.
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luglio 30th, 2009 at 08:33
Non sempre accade che tu debba postare un commento in risposta ad un tuo articolo precedente; ed è singolare e simpatico rispondere sapendo chi si cela dietro la firma ‘grilloparlante’.
Comunque sia, commenterò con molta franchezza indipendentemente:
“…Caro ‘grilloparlante’, come non darti ragione quando dici bisogna guardare avanti; con alcuni amici ed in casi simili ho sempre usato la metafora ‘dello specchietto retrovisore’, (cioè di colui che guida l’auto guardandolo continuamente, prima o poi finisce per tamponare l’auto che gli sta davanti); ma quando capita a te, credimi, ….è tutt’altra storia!
Non mi sembra il caso di ripercorrere in questo spazio una vicenda troppo personale, e per salvaguardare le persone coinvolte e per distogliere il pensiero.
Però, permettimi di prendere a prestito alcuni passi di un bellissimo libro che sto leggendo: “…Quando uno cade e sbatte il muso per terra, sente dolore; e non solo. Ma se riesce a vedere tra le lacrime che gli appannano gli occhi, si accorge di non aver mai visto la terra così da vicino. E si accorge di un mondo sino allora sconosciuto. E quando ti ritrovi in un mondo sconosciuto fai fatica a riconoscerti(lo), impreparato come sei ad affrontarlo. Nell’inanità della tua caduta puoi rifugiarti nel pensiero che non valga la pena rialzarsi, almeno non subito…………” rif. ‘Chiederò conto a Dio’ di Renato Corrado