COMPAGNI DI VOLO

vita2Ti conosco da tanto tempo e so come sei fatto, vivi dai sentimenti ai rapporti d’amicizia con il cuore e dai tutto te stesso, scoprendoti totalmente come un libro aperto senza tacere nulla, lo fai senza riserva alcuna e non lasci di te aspetti nascosti; lo fai con tutti nel bene e nel male ma come ti dicevo, alcune volte ciò non giova e soprattuto non gioca a tuo favore; so che lo fai in modo sincero e spontaneo, affinché chi ti conosca lo faccia sul serio.

Alle volte ti distanzi per non far pesare all’altro i tuoi stati d’animo e le tue situazioni di difficoltà, lo fai per tutelare e costruire dei rapporti veri, solidi e saldi ma purtroppo, non tutti hanno la pazienza di aspettare il ‘tempo’ per conoscerti, capirti ed apprezzarti.

Ci siamo sentiti da poco e mi hai raccontato quel che hai vissuto e devo dire che la cosa che più mi ha colpito è il sentirti dire che forse sarebbe meglio, in parte, mentire a noi stessi e agli altri tenendo ben nascoste soprattutto le parti di noi più difficili da capire e far accettare all’altro, non vivere i sentimenti con tutto il cuore perché alla fine ti consumano dentro; forse è meglio non farsi domande, non andare a fondo, non affezionarsi, non sognare, non illudersi, non sperare, e vivere solo di superficialità.

E’ indubbio che sarebbe tutto più facile se non cambiassimo mai e ripercorressimo sempre la stessa strada, noiosa si! ma sicura: è vero ma questo non sei tu e non appartiene al tuo modo di essere!

Quindi, anche se ti costa, ricomincia!;

anche se devi pagarne il prezzo e hai una paura fottuta;

anche se la speranza dentro il tuo cuore si è spenta e la tua vita è diventata difficile e i tuoi impegni sono faticosi da mantenere;

anche se gli altri ignorano i tuoi sforzi: ricomincia a vivere per dare il meglio di te stesso con entusiasmo e fiducia.

Ricomincia come se tu risuscitassi ogni mattina, per cambiare l’esistenza con la speranza della comprensione e del dialogo, per gettare ponti sopra le separazioni, con la forza propulsiva del Vangelo.

Ti lascio, anzi ti dedico questa bellissima poesia di Don Tonino Bello……e ti ringrazio di così come sei!

– COMPAGNI di VOLO –

Voglio ringraziarti Signore,

per il dono della vita;

ho letto da qualche parte

che gli uomini hanno un’ala soltanto:

possono volare solo rimanendo abbracciati.

A volte, nei momenti di confidenza,

oso pensare, Signore,

che tu abbia un’ala soltanto,

l’altra la tieni nascosta,

forse per farmi capire

che tu non vuoi volare senza di me;

per questo mi hai dato la vita:

Perché io fossi tuo compagno di volo,

insegnami, allora, a librarmi con Te.

Perché vivere non è trascinare la vita,

non è strapparla, non è rosicchiarla,

vivere è abbandonarsi come un gabbiano

all’ebbrezza del vento,

vivere è assaporare l’avventura della libertà,

vivere è stendere l’ala, l’unica ala,

con la fiducia di chi sa di avere nel volo

un partner grande come Te.

Ma non basta saper volare con Te, Signore,

tu mi hai dato il compito di abbracciare anche il fratello

e aiutarlo a volare.

Ti chiedo perdono, perciò,

per tutte le ali che non ho aiutato a distendersi,

non farmi più passare indifferente

vicino al fratello che è rimasto con l’ala, l’unica ala,

inesorabilmente impigliata nella rete della miseria e della solitudine

e si è ormai persuaso

di non essere più degno di volare con Te.

Soprattutto per questo fratello sfortunato dammi,

o Signore, un’ala di riserva. (Don Tonino Bello)


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4 Responses to “COMPAGNI DI VOLO”

  1. Ciao Gabriele, grazie per quel che hai scritto di me e più ancora della bellissima poesia di Don Tonino Bello ma, credimi non merito tanta stima e soprattutto non merito tutto ciò!
    E’ vero, per l’ennesima volta mi ritrovo con il cuore ferito e, tu sai quanto….!
    In questo momento sono in difficoltà, ho quella stramaledettissima malattia del ‘non vivere’; sono ammalato di non vita.
    La cura c’è e sono pastiglie di vita! ma credimi ora non avrebbero alcun effetto se non chiudi e metabolizzi definitivamente il sentimento precedente.
    Non ho mai creduto nel metodo -a mio parere immaturo- del ‘chiodo schiaccia chiodo’, rischi di far pagare ad altri prezzi che non gli appartengono. Comunque ti rassicuro, ho già incominciato la cura, anche se a piccole dosi, devo solo ritrovare la voglia di vivere, di sorridere, di buttarmi, di aprirmi di ascoltarmi e rischiare.
    In questo momento ho ancora troppe paure, ansie e forse sono dovute al fatto di esistere ma di non vivere: sono incastrato in un sentimento che si è rivelato essere vero e profondo.
    Spero molto presto di riuscire ad essere di nuovo libero e felice…. di ritornare ad amare e a lasciarmi amare. Mi ci impegnerò con tutte le mie forze…….promesso!!

  2. Francesca Says:

    Ciao,Gabrile
    grazie per questa bella preghiera ,habbiamo bisogno tutti delle vitamine universali ,la preghiera l’ unica arma potente che ci tiene in vita,ci dà la forza di continuare.

  3. “E poi Sisifo vidi, che spasmi orrendi pativa che con entrambe le mani spingeva un immane macigno. Esso, facendo forza con ambe le mani ed i piedi su su fino alla vetta spingeva il macigno, ma quando già superava la cima, lo cacciava indietro una forza. Di nuovo al piano così rotolava l’orrendo macigno. Ed ei di nuovo in su lo spingeva e puntava; e il sudore scorrea pei membri e via gli balzava dal capo la polvere”.

    La costruzione di un amore è come il sasso di Sisifo: alle volte quando crediamo di essere arrivati in cima l’altro ci riporta al punto di partenza. Solo se per ambedue è amore vero, puro, autentico riusciremo a mantenere il masso in vetta.
    Il più delle volte capita che quando uno dei due se ne va noi ci ostiniamo a portare quell’amore in piena solitudine: …..forse per una speranza che quel masso sia un sogno per cui vale la pena sgobbare, anche se sai che tanto non ci arriverai in cima se sei solo.
    Ma vale ancora la pena di credere in un sogno?
    SI!, perché quando credi in un sogno, anche se la realtà ti sta dicendo “guarda che ti rotolerà giù di nuovo” non riesci proprio ad ascoltarla, perché tu sei concentrato a guardare la cima e non le piaghe sulle mani e sui piedi, le piaghe sull’ entusiasmo, le piaghe sulla voglia, sulla speranza e le ferite del cuore.
    E’ per diventare “come un Diamante nel Carbone” (come dice il canto iniziale) che si continua a far rotolare il masso; la differenza la fa chi spinge perché vuole arrivare e, non perché deve arrivare in cima!
    Quindi caro Paolo,
    Credi…. Spingi…..
    Credi.. Cadi…, Prova…, Spingi…, Piangi..
    Ma……Credi!!
    Il Diamante si deve temprare nella terra, incessante, se no resterà carbone..

  4. Cara Giulia, per lo sprone a Credere…. spingere…. cadere…. provare……. piangere….; nonostante tutto CREDO ancora nell’amore e nella possibilità di essere felice accanto ad una bella creatura.
    Ci vorrà un po di tempo ma ce la farò, vedrai…… ci riuscirò!
    Grazie! Paolo

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