“Vivere, infatti, è duro, bisogna imparare a vivere come si impara un mestiere. Occorre soprattutto esercitare la pazienza, accettare la fatica come il prezzo di tutto ciò che si acquisisce in umanità, non aver paura di vivere l’amore anche quando presenta la faccia del sacrificio per l’altro… sì, per amore ci si può sempre curvare, sapendo che comunque la vita ci curva e che ognuno se ne va portando con sé un segreto: come ha potuto trovare senso nella propria esistenza. ”
Queste le parole, a mio parere, più significative del libro di Enzo Bianchi “Ogni cosa alla sua stagione”; una piacevole commistione tra la leggerezza e la ponderatezza e, per coloro i quali hanno trovato ne “Il pane di ieri” del 2008 un’interessante lettura, Enzo Bianchi confeziona un altro scritto di memorie, dove sembra voler lasciarsi catturare dalla memoria alla ricerca di tutti i luoghi che hanno suscitato in lui affetti e sentimenti, dove ha trascorso l’infanzia o che ha raggiunto nel suo peregrinare in giro per il mondo.
Un’esperienza raccontata come in un lungo colloquio tra sé ed offerta in capitoli brevi che sono attraversati dallo scorrere sotterraneo della riflessione. Durante il suo raccontare, infatti, Enzo Bianchi tiene vigile la propria umanità che si assume Read the rest of this entry »








