Da un infermiera……….…: agli Infermieri di oggi, per gli Infermieri di domani
La mia mamma era Infermiera -“diplomata”, così si definiva molto orgogliosamente- del Pio Istituto ‘Santa Corona’ di Garbagnate.
Per molti anni ha svolto la professione e i suoi ricordi più belli sono proprio quelli legati al ‘servizio’ reso ai suoi ‘malati’, fino a quando, colpita da un ‘ictus cerebrale’ lo divenne lei stessa.
Nel periodo precedente la morte fu ricoverata nel ‘suo’ Ospedale per parecchi mesi e in quel frangente, chiese in prestito le mie mani per scrivere agli Infermieri che la accudivano il suo piccolo pensiero di gratitudine.
Oggi che è la giornata internazionale dell’Infermiere, voglio ricordarla riproponendo integralmente quanto da lei detto.
“…………..Ci sono momenti nella vita Read the rest of this entry »


Eccoci qua! Questa è la mia nuova casa: vecchi mobili adattati al nuovo ambiente con i preziosi consigli e l’insostituibile contributo tecnico dell’amico Fabio Teodoro un professionista geniale senza il quale sarei ancora a perdermi tra codici interrotti e giramenti di ammenicoli!-
Sono cresciuta in un Paese fantastico di cui mi hanno insegnato ad essere fiera. Sono stata bambina in un tempo in cui alzarsi a cedere il posto in autobus a una persona anziana, ascoltare prima di parlare, chiedere scusa, permesso, dire ho sbagliato erano principi normali e condivisi di una educazione comune. Sono stata ragazza su banchi di scuola di città di provincia dove gli insegnanti ci invitavano a casa loro, il pomeriggio, a rileggere ad alta voce i testi dei nostri padri per capirne meglio e più piano la lezione. Sono andata all’estero a studiare ancora, ho visto gli occhi sbigottiti di coloro a cui dicevo che se hai bisogno di ingessare una frattura, nei nostri ospedali, che tu sia il Rettore dell’Università o il bidello della Facoltà fa lo stesso, la cura è dovuta e l’assistenza identica per tutti. Sono stata una giovane donna che ha avuto accesso al lavoro in virtù di quel che aveva imparato a fare e di quel che poteva dare: mai, nemmeno per un istante, ho pensato che a parità di condizioni la sorte sarebbe stata diversa se fossi stata uomo, fervente cattolica, ebrea o musulmana, nata a Bisceglie o a Brescia, se mi fossi sposata in
“Insomma!” è il miglior modo per chiudere un discorso? e dire: “piangere come un vitello, o fumare come un turko”?
Il 2009 sarà un anno importante per
La telefonata del mio Presidente, oggi mi ha stimolato alcune riflessioni a proposito di cambiamenti; sono semplici cose che mi passano per la mente e di cui vorrei parlare, però non sempre è facile mettere tutto in ordine per dargli un significato ed un senso logico. Pensavo al momento in cui può avvenire un cambiamento; sia esso di sistema o più semplicemente in una persona o anche in un insieme di individui. Va da sé che quando si vive e lavora insieme c’è un inizio di cambiamento; la contiguità con delle persone che rispetti, ammiri e stimi le quali all’interno stimolano e sollecitano confronti e discussioni, o fors’anche il mero parlar del più e del meno, beh, in quei casi, c’è un principio di cambiamento, naturale, spontaneo che, se 
Palermo, 3 Settembre 1982 strage di mafia che causò la morte del Generale Carlo Alberto Dalla Chiesa, della moglie Emanuela Setti Carraro e del loro autista Domenico Russo, venticinque anni passati in un soffio; un Uomo ed un Generale che ha avuto la capacità di mettersi in gioco direttamente, di spendersi senza risparmio, di provare sempre a governare le situazioni senza subirle, come si legge nel suo diario personale, in occasione dell’insediamento come prefetto di Palermo; ammonì personalmente Giulio Andreotti dicendogli che non avrebbe avuto riguardi per gli uomini della sua corrente operanti in Sicilia, già allora «chiacchieratissimi» per i loro rapporti con mafia e dintorni. Carabiniere tutto d’un pezzo a ventiquattro carati, di quelli che gli alamari se li sentivano cuciti sulla pelle, più che sulla divisa. Professionista della repressione nel rispetto delle regole il quale, aveva chiaro che le forze di polizia e la magistratura, da sole non potevano tutto contro il crimine organizzato. Un grande Uomo un grande Generale, un vero servitore dello Stato, caduto a Palermo 25 anni fa; ricordiamolo con tutto il rispetto e la gratitudine dovutagli.