ANCHE NOI COME I LADRONI

“In questi giorni facciamo memoria della Passione di Cristo. Probabilmente non ho titolo alcuno, e lungi da me, autoreferenziarmi in ruoli teologali o biblisti; ma, essere ‘maestro di coro’, vuol comunque dire affrontare pagine di grandi compositori, i quali, hanno tratto, per la maggior parte, ispirazione ai ‘grandi misteri’ e ai vari momenti della vita di Cristo per le loro composizioni più riuscite. Chi è musicista e cerca di farlo con cognizione e scrupolo non può chiamarsi fuori, avulso dai ‘misteri’. Avere coscienza della portata divina ma soprattutto, la lettura dei sentimenti umani degli accadimenti di quel tempo, vuol dire tentare di dare un giusto senso interpretativo alle partiture e ciò al di là del proprio credo e delle proprie convinzioni rispetto alla fede e alla religione. Ieri sera dunque, rivivendo la lettura della ‘Passione’; il mio pensiero si è soffermato sul ruolo due ladroni, crocifissi con il Cristo. I due crocifissi rappresentano la traslitterazione umana del bene e del male. Due condizioni che vivono nel medesimo istante incarnate nel genere umano. E’ un chiaro richiamo alla nostra ‘povertà’ ed al nostro limite umano, limite che viene superato, per chi crede nell’affidamento al Cristo veniente, morto e risorto; diversamente, nell’affidamento a una presa di coscienza di noi stessi e ad un comportamento coerente con le nostre scelte verso gli altri.


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