AMARE VIETATISSIMO E’
(…si fa per dire: ogni riferimento a situazioni e persone sono fantasia? realtà?…ma che importa!) Incontri una persona, ti piace, ci esci qualche volta, un cinema, un caffè e capisci che forse vale la pena approfondire questo rapporto; le sensazioni ti spingono a pensare che ti potresti innamorare e allora incominci a coltivarli e spingi un poco sull’acceleratore.
Certo non hai alcuna certezza, ne sai come andrà a finire, ma ti butti in questa avventura, prendendo dei rischi, ti senti felicemente positivo e pensi che ne valga la pena; non pensi: “…..tanto andrà a finire male!”.
- Premetto ciò perché ieri si parlava di storie nascenti e ho sentito dire da una fanciulla proprio questa frase; la cosa mi ha molto colpito.-
Come si può pensare che innamoramento, amore, passione e desiderio (moti del cuore e dell’anima che fanno una storia d’amore) possano irrimediabilmente finire sempre male?
Non è una convinzione strana che oltre negare e minare la stabilità di un rapporto, posta in premessa ad una storia nascente può risultare una vera difficoltà ad instaurare dei rapporti durevoli?.
Probabilmente molti hanno la tendenza a non mettersi in gioco in un rapporto, solo perché sono convinti che tutte le storie finiscano per natura perché un uomo e una donna sono comunque diversi e hanno bisogni, desideri e priorità differenti o forse perché le persone – anche nelle coppie omosessuali – possono mutare in maniera distonica e alla fine emerge una distanza incolmabile o magari perché hanno avuto esperienze negative e quindi, rifuggono dalla relazione per non permettere al rapporto di decollare.
Al contrario, io sono propenso a pensare che il rapporto d’amore e la coppia sia una vera avventura dialogica che può continuare nel tempo, dove all’interno di essa puoi coltivare sicurezza, avventura e stabilità.
Un legame stabile non è la fine dell’amore ma l’inizio di una avventura entusiasmante quanto faticosa.
Si ha a disposizione il tempo per approfondire, rinsaldare, sperimentare, vivere e anche accogliere i limiti dell’altro.
E’ un rapporto vivo, sempre in costruzione, con tante cosa da fare e da inventare: è un libro della vita scritto a quattro mani (sei, otto, dieci), con molti capitoli ma nessuno dei due ha certezze sul finale.
Quel che ho scritto riguardo ad una storia e ad un rapporto è quel che penso, non so se sia corretto, comunque la posizione che privilegio è quella di non prevederne né la fine né un sicuro futuro assieme ma al contrario di rinnovare l’amore giornalmente, accentuando le cose belle che si condividono e continuando a rimanere curiosi l’uno dell’altro perché in fondo c’è sempre un luogo in cui non siamo ancora stati e qualcosa dell’altro ancora da scoprire.
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