35 ANNI DI MUSICA….. e ora?
Il 23 Dicembre ho festeggiato i miei 35 anni di musica, ho festeggiato in modo semplice, in un ambiente semplice e per dono ho ricevuto un canto……, in fondo non poteva essere che così!Ripenso a quella serata come seduto su di un molo, guardando i miei anni di musica schiantarsi impietosamente come onde sugli scogli e mi viene naturale -da skipper- paragonare i miei anni di musica ad un immenso mare che molte volte è stato in tempesta….…., un immenso mare con tanta tanta musica e tante emozioni nel cuore.
Ho cantato l’amore, la serenità, la gioia e la tristezza, il dolore, la rabbia…….;
Ho cantato rubando voci non mie;
Ho cantato per chi mi ha
lasciato donandomi la vita e quella ‘passione’ per la musica e il canto;
Ho cantato per me e per te che mi leggi;
Ho cantato per farti ridere e sognare;
Ho cantato per farti piangere e ricordare…..;
Ho cantato per urlare al mondo il mio essere nel mondo……;
Ho cantato quando il mondo non avrebbe potuto ascoltare, e come mai avrebbe avuto tale udito?
Ho cantato la musica che intorpidisce i sensi e attenua il dolore; ho cantato con le voci, perchè il canto è come un mare.
Il mare.
Un molo.
Le barche che ondeggiano.
Io.
e loro, i ragazzi del coro!.
……….mi volto, cerco i loro sguardi; ma non so che fare, non so se riprendere il largo ma, la direzione qual è?.
“Capitano, quella è la direzione?…… Capitano, capitano, dove andiamo?….. e quando si parte?”
Uno spruzzo d’acqua violento mi raggiunge il volto ma le mie mani restano ferme ed immobili non hanno più voglia di alzarsi e dirigere i ‘suoni dell’anima’.
Parole confuse si incrociano nella mia mente a domandarmi se tutto questo sia giusto e, se abbia un senso.
Il mare non conosce bugie, ti prende, ti porta a destinazione, solo se vuoi e poi finisce tutto nei ricordi: essere cullato dalle onde è qualcosa di unico, di magico, quasi ti auguri di morirci, con quei 35 anni di musica nel cuore.
“Capitano, ei Capitano…ma ora che facciamo?”
Se davvero sapessi che fare vi risponderei ma quello che posso fare ora è guardarvi, non c’è altro che possa fare!
Sono un semplice capitano, stanco di essere in balia dei venti e delle azioni del mondo, ma so anche che per cambiare tutto ciò, per andare oltre, serve sempre……..una nave e, un gruppo di persone sognatrici almeno quanto lo sei tu e, pazze a sufficienza da seguirti.
Per andare oltre bisogna superare il credibile e tutto questo, come sempre, ha un prezzo e, quel qualcosa da rischiare: la tua posta.
Purtroppo gli sguardi non si incrociano all’infinito e la gente, anche se gli hai fatto toccare il cielo con un dito, si volta e se ne va.
Ma non c’è capitano senza ciurma e non c’è nave senza capitano…..ed anche un folle, senza un seguito, non è altro che un folle.
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ottobre 15th, 2011 at 15:49
Ciao Paolo,
ho ritrovato il tuo blog ed i tuoi scritti che amo leggere… Ritrovo quella parte di te che ho conosciuto nel periodo trascorso insieme, i nostri inizi musicali: i tuoi da Maestro ed i miei da corista in erba… Ricordi ed emozioni che porterò sempre nel cuore, così come porterò nel cuore i tuoi insegnamenti, la tua passione che noi a volte non capivamo o ci sembrava eccessiva, quella passione che non ti ha mai abbandonato e che sei riuscito a trasmettermi, perchè ogni volta che canto mi torni in mente e sei lì con me a dirigermi, a guidarmi. Un capitano coraggioso anche nelle scelte di vita… Un capitano incapace di abbandonare il mare nonostante le tempeste, nonostante le secche… Hai tutto il mio affetto e la mia stima! Un abbraccio e… resta sempre il folle sognatore che sei… Buona musica e buona navigazione… chissà che le nostre rotte un giorno s’incrocino nuovamente (mi piacerebbe). Claudia