gen 07
Il 23 Dicembre ho festeggiato i miei 35 anni di musica, ho festeggiato in modo semplice, in un ambiente semplice e per dono ho ricevuto un canto……, in fondo non poteva essere che così!Ripenso a quella serata come seduto su di un molo, guardando i miei anni di musica schiantarsi impietosamente come onde sugli scogli e mi viene naturale -da skipper- paragonare i miei anni di musica ad un immenso mare che molte volte è stato in tempesta….…., un immenso mare con tanta tanta musica e tante emozioni nel cuore.
Ho cantato l’amore, la serenità, la gioia e la tristezza, il dolore, la rabbia…….;
Ho cantato rubando voci non mie;
Ho cantato per chi mi ha
lasciato donandomi la vita e quella ‘passione’ per la musica e il canto;
Ho cantato per me e per te che mi leggi;
Ho cantato per farti ridere e sognare;
Ho cantato per farti piangere e ricordare…..;
Ho cantato per urlare al mondo il mio essere nel mondo……;
Ho cantato quando il mondo non avrebbe potuto ascoltare, e come mai avrebbe avuto tale udito?
Ho cantato la musica che intorpidisce i sensi e attenua il dolore; ho cantato con le voci, perchè il canto è come un mare.
Il mare.
Un molo.
Le barche che ondeggiano.
Io.
e loro, i ragazzi del coro!.
……….mi volto, cerco i loro sguardi; ma non so che fare, non so se riprendere il largo ma, la direzione qual è?.
“Capitano, quella è la direzione?…… Capitano, capitano, dove andiamo?….. e quando si parte?”
Uno spruzzo d’acqua violento mi raggiunge il volto ma le mie mani restano ferme ed immobili non hanno più voglia di alzarsi e dirigere i ‘suoni dell’anima’.
Parole confuse si incrociano nella mia mente a domandarmi se tutto questo sia giusto e, se abbia un senso.
Il mare non conosce bugie, ti prende, ti porta a destinazione, solo se vuoi e poi finisce tutto nei ricordi: essere cullato dalle onde è qualcosa di unico, di magico, quasi ti auguri di morirci, con quei 35 anni di musica nel cuore.
“Capitano, ei Capitano…ma ora che facciamo?”
Se davvero sapessi che fare vi risponderei ma quello che posso fare ora è guardarvi, non c’è altro che possa fare!
Sono un semplice capitano, stanco di essere in balia dei venti e delle azioni del mondo, ma so anche che per cambiare tutto ciò, per andare oltre, serve sempre……..una nave e, un gruppo di persone sognatrici almeno quanto lo sei tu e, pazze a sufficienza da seguirti.
Per andare oltre bisogna superare il credibile e tutto questo, come sempre, ha un prezzo e, quel qualcosa da rischiare: la tua posta.
Purtroppo gli sguardi non si incrociano all’infinito e la gente, anche se gli hai fatto toccare il cielo con un dito, si volta e se ne va.
Ma non c’è capitano senza ciurma e non c’è nave senza capitano…..ed anche un folle, senza un seguito, non è altro che un folle.
Author: paolo
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